Quella notte, Lena prese una barca a vela e seguì la rotta tracciata non sulle carte, ma nel suo cuore. Dopo ore di nebbia e silenzio, la luna squarciò le nuvole e davanti a lei apparve il faro. Non era fatiscente. Brillava come appena acceso, e sulla porta di legno massiccio un’insegna recitava:
Sulla scogliera a picco sul mare, dove il vento sapeva di sale e di promesse infrante, sorgeva il vecchio faro di Eurekaddl. Per decenni nessuno lo aveva chiamato con quel nome, se non i vecchi pescatori che ricordavano le storie di un tempo. Per tutti gli altri, era solo “il faro abbandonato”. Eurekaddl Nuovo Indirizzo
— E allora cos’è questo? — chiese. Quella notte, Lena prese una barca a vela
Lena aprì la mappa. Al posto del faro c’era un’isola che nessun satellite aveva mai rilevato, e accanto, scritto a mano con inchiostro sbiadito: Eurekaddl – Nuovo Indirizzo . Brillava come appena acceso, e sulla porta di
— Ogni generazione — mormorò — qualcuno deve riscrivere la via. Eurekaddl non è un luogo che si trova. È un luogo che si sceglie.
— Non esiste nessun Eurekaddl — le disse il locandiere, asciugando un bicchiere. — È solo una leggenda.
Ma una mattina d’autunno, una giovane cartografa di nome Lena arrivò al villaggio con una mappa logora e un unico obiettivo: trovare il nuovo indirizzo di Eurekaddl.